Chiedi ossigeno, ne genero, ne ho di puro, ne sono pieno, ho polmoni tipo fusti a tempo innesco, |detono, pusto e frusto con sei corde della chitarra tipo gatto nove code da lontano si ode altro emcee tesse la sua lode per me altra frode per i brother non certo rime come Ghoete per questo la gente il rap lo trova altrove perché in italia delle volte non si fanno robe nuove ma cover e cover di robe sbagliate, forse sbaglio dico cagate farò un demo come Vince userò il passaparola, voi farete a vostro modo una major poi vi scova, prima o poi vi scopa
RIT: sputo ossigeno e veleno spingo rap allo stremo con i piedi sul terreno e in testa un uragano
sono uno dei tanti, tra i tanti sparsi a se stanti, tra loro distanti, ma stessi
pensieri viaggianti, rime scandiscono istanti costanti coinvolti in loop a chi
poi rivolti lotti per te, per molti contro avversari stronzi o alleati leali,
incalza, la posta in gioco si alza aumenta di stazza, ci vuole più astuzia
gente che avanza vedo saliva che cola che bagna il pavimento, insistono, inseguono,
senza ritegno col massimo impegno gente approdata, già affondata che
non sa se farà una prossima data un prossimo album, un prossimo demo,
mentre io sputo
per molti sono un microbo, non sono un idolo per molti sono un bigolo, il mio rap forse è ibrido non provoco libido quando sento o penso a certa roba scorre un brivido, spingo quello che gira in testa un uragano sono nell’occhi del ciclone un ciclope vedo col terzo occhio, vedo il doppio di te che pensi di respirare ossigeno invece monossido, ostico far capire che è tossico addosso sento a volte pessimo l’umore quindi sbotto sul microfono mi sento vivo quando sono in giro mi sento privo, mi sento l’albatro di Boudleair quindi incido se no sento rammarico