Delirio lirico, sul patibolo,
il ventricolo, quasi scoppia il sangue circola in ogni cunicolo, il battito
raddoppia, un vincolo mi blocca non fuggo dalla lama, vana ogni tentazione,
ogni tentativo, non ho la mente confusa ma un pensiero nitido, ogni goccia di
sudore sulla pelle causa un brivido. Critico, lo stato del mio fiato che è
in affanno.
Il tempo scorre più lento della norma sembra che un secondo dopo l’altro
non si somma. Assaporo il frutto della morte: un sapore forte, che inonda di
amaro la bocca.
E’ la mia ora, nessuno dà una svolta aspetto che la lama la mia
vita tronca.
RIT: Ho una lama sulla testa,
il tuo sguardo non si arresta, sai che questa è
cosa ingiusta, non fai niente e mi disgusta!
Il boia mi osserva, la gente mi osserva, lo scenario è una selva di sguardi: occhi che attendono non mentono, tutti aspettano la mia morte, pochi avversi a questa fottuta sorte, teste che si scuotono, piangono in silenzio. Sento solo il mio cuore che batte il tempo: rimbomba, pompa dal profondo. Affondo verso il limbo, scivolo nell’ignoto, lo distinguo, tutto questo mi sembra irreale taglia il battito una scossa di freddo che sale.
RIT
