RIT: Attriti radenti tra rime stridenti tra denti si fanno largo.
Attriti radenti tra rime
stridenti tra denti si fanno largo tra dita, il microfono la direzione in cui
vanno, pulsano un battito, scandiscono l’attimo e l’animo che viene
spinto dal fiato, rifiuto un’altra strada muovo passi su questo piano
su questa scala in salita, la vita ti perseguita, c’è chi evita,
te ne sei impadronito o ti dai all’atletica: un salto con dedica giù
da un palazzo, un titolo accanto ad una diva, non ho più saliva ho veleno
è da mò che remo controcorrente, delle volte controproducente
evidentemente nelle vene non ho più il liquido contenete normalmente:
ho dell’acido, rapido scorre come il tempo lancette in rotazione, ogni
scatto gente con più presunzione, ogni giro più ferri impugnati,
fumanti canne che si appizzano come torce per essere meno presenti.
Cerco più forze, cerchi a più razze che ruotano per diminuire
distanze aumento potenze, voglio essere più veloce per raggiungere il
vertice. Atroce è lo stato in cui il mio umore si trova, si contorce
perché non capisco il mondo o il mondo non mi capisce, quindi dò
voce altrimenti esplodo se non ho uno sfogo, dò più fiato per
accendere ossigeno che brucia in un rogo.
Svelti, vago tra corpi freddi sembrano morti, automi nei miei confronti. Tutto
viene alimentato a soldi, se lo scordi sei fuori.
Vedo malori, respiro malessere vedo i migliori, con sorrisi di plastica che
sembrano essere usciti da un film in pratica sembrano costruiti, tenuti insieme
da viti, manichini talmente si atteggiano che le palle volteggiano, risorse
sorseggiano tra di loro si spalleggiano e nascono attriti perché ciò
che ho attorno va stretto.
RIT