Dimmi come la vivi, come la vedi, come ti reggi in piedi: ti appoggi a Dio o non preghi? Ti pieghi alla volontà dei soldi? Ti prendi male per domande a cui non rispondi? O vivi superficialmente incosciente…
La scelta: una teca sottovuoto o karateca, un avversario con cui lotto? Un bivio devi scegliere nel tempo di un brivido, lo senti a pelle potresti non uscirne indenne: metti da parte debolezze, sono tante, sono sciocchezze, Però! Sono come muri in cemento armato, il risultato: cauto su un auto ti vai a schiantare, tremano gambe, diventi rosso in faccia, che ti piaccia o non ti piaccia, se non credi in te nessuno lo farà al tuo posto, piuttosto tenteranno di schiacciarti come pirati di strada, tanto sei solo un numero, come un tubero ti mettono sottoterra e dubito che sei più che invisibile, come le loro coscienze. È una jungla dove si vive in cattività dove vanità e viltà fanno da padrona, non siamo a Ghotam ma il filo tra vita e morte è sottile tipo perizoma, delirio a macchia tipo eczema, gente che va a male si somma.
RIT: In questo mondo frenetico da che parte stai? Ti lasci trasportare dalle correnti o ti fermi e rifletti? Dimmi, come la vivi, come la vedi!
Sempre più arido, sei in bilico tra la scalata al successo e il baratro, baratti col Diavolo al tavolo delle trattative la tua anima non sai che fartene. Insegui il successo come ragione di vita, insegui la morte intellettuale della gente, la tua vittima! Che ascolta, legge, vede qualsiasi “opera d’arte” che spacci come tale, invece letale come robba tagliata male. Male mi prendo, assisto alla tua vita, assesto parole di rabbia causa credibilità dubbia, costruisci castelli di sabbia in aria, boria che caria la tua vita, la tua vita s’intacca, guarda! La tua coscienza che si specchia, c’è una macchia, sei cieco o neghi l’evidenza? Con scarsa saggezza, forse la seconda, forse già male sei preso, sei steso, alla vita, hai valori quanto hai dato peso?
RIT
Scegli una pillola: azzura o rossa?! La prima ti sentirai leggero, la seconda in una fossa: avrai una ressa di domande in testa, una sorta di conflitto, afflitto da un urto alla coscienza, nausea, urto di vomito non a causa di ebbrezza da sostanza. Sentirai di andare a male, effetto collaterale, letale guerra mentale, crisi esistenziale: della croce sulle spalle? Lascia, raddoppia, rischia tutto? Dov’è il bene, dov’è il male? Franco, ipocrita, fallito, vincente?! S’incrina sicurezza endocrina, tranquillo! Sei un altro paziente, sufficientemente consapevole di non capirci niente, spontaneamente: vivi il tempo o lo ammazzi? Vivi a sprazzi? La tua mente strazi? Ne assapori pezzi? Sospetti? Hai un immagine distorta? Poco importa, tanto la vita è corta ancora più corta se decididi reciderti la gola, ora!